Secondo incontro del corso di formazione “L’AI pensata: una bussola per il docente, guida etica nell’ecosistema digitale”

Mercoledì 28 gennaio 2026, presso l’Auditorium del Liceo Scientifico Statale “Vito Volterra” di Ciampino, si è svolto il secondo incontro del corso di formazione “L’AI pensata: una bussola per il docente, guida etica nell’ecosistema digitale”, tenuto dai docenti Angela Gargiulo e Massimo Pescatori.

Il cuore della lezione è stato il passaggio “dal complesso al difficile”: come ricorda Luciano Floridi, spesso chiamiamo “complesso” ciò che in realtà è difficile, spostando la responsabilità dalla nostra comprensione all’oggetto di studio. Riconoscere la difficoltà è il primo passo per imparare meglio.

A partire da questa cornice, i relatori hanno “aperto la scatola nera” dell’AI: che cos’è un algoritmo (una sequenza di passi, come una ricetta) e perché parlare di complessità significa misurare quante risorse servono per risolvere un problema.
Si è poi arrivati ai Large Language Model (LLM) e alle reti neurali, chiarendo che l’output è probabilistico: i modelli non forniscono certezze, ma stimano l’esito più probabile e, proprio per questo, imparano correlazioni che non sono necessariamente cause.

Un passaggio chiave ha confrontato AI tradizionale e AI generativa, introducendo anche l’AI agentica che “organizza, decide e completa compiti”. Sono stati presentati prompting e tuning come leve pratiche per specializzare i modelli in contesti educativi.

La parte laboratoriale ha reso tutto concreto. Con il gioco della “parola più probabile” i docenti hanno sperimentato come un LLM costruisce una frase scegliendo, passo dopo passo, l’opzione più probabile.
Nella simulazione di feedback allo studente, le squadre hanno visto come, senza contesto reale, il testo risulti più lungo e “umano” ma poco personalizzato: un LLM scrive come se capisse lo studente, non perché lo comprende.
Infine, l’attività “Costruiamo una storia insieme” ha mostrato il ruolo decisivo dell’umano nel dare coerenza e direzione alla narrazione.

Un incontro denso e chiarissimo, fedele al motto: riconoscere il difficile per renderlo apprendibile, senza farsi incantare dall’aura del “complesso”. Prossima tappa: dai laboratori sugli strumenti (Gemini, NotebookLM) alle questioni di policy e di etica, per un’AI davvero al servizio della didattica.

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