Il Volterra al Festival dell’Innovazione Scolastica 2026 tra le esperienze didattiche d’eccellenza
Tre giorni a Valdobbiadene con la comunità nazionale delle scuole innovative, sul tema «Intelligenza, intelligenze. Apprendere con l’IA». Il nostro Liceo ha portato la sperimentazione «Ingegneria del dialogo», e ha raccolto le prospettive per il futuro.

La comunità del Festival dell’Innovazione Scolastica 2026, riunita a Valdobbiadene.
Dal 4 al 6 settembre il Liceo Scientifico «Vito Volterra» di Ciampino ha preso parte al Festival dell’Innovazione Scolastica 2026, a Valdobbiadene, insieme alla Rete dell’Innovazione Scolastica di cui il nostro Istituto fa parte. Tre giornate dedicate al tema «Intelligenza, intelligenze. Apprendere con l’IA», in cui docenti, dirigenti e ricercatori si sono confrontati sul senso dell’innovazione a scuola nell’epoca dell’intelligenza artificiale.
Una comunità che fa rete
Il cuore del Festival è la Rete dell’Innovazione Scolastica: non un elenco di scuole, ma una comunità professionale che condivide esperienze, dubbi e buone pratiche. Come è stato ricordato in questi giorni, l’innovazione non è la singola sperimentazione, ma ciò che nasce da un «noi»: da soli si fanno scoperte, insieme si costruisce un bene comune. Il Volterra partecipa a questo lavoro all’interno del progetto «CRESCITA» della Rete, dedicato allo sviluppo delle competenze chiave, trasversali e non cognitive, nella cornice della Legge 22/2025 e della sperimentazione nazionale che ne è seguita.

Momenti di confronto tra le scuole della Rete, negli spazi del Festival.
Tre giorni intensi, fatti di voci diverse e complementari: dalla riflessione sull’umanità della scuola nell’era dell’IA, alle indagini nazionali sull’uso dell’intelligenza artificiale tra gli studenti, fino ai temi della governance, dell’etica e della valutazione. Un dialogo continuo tra ricerca e pratica quotidiana, in cui ogni scuola porta la propria esperienza e torna a casa arricchita da quelle degli altri.

Il confronto tra colleghe e colleghi: la dimensione più preziosa del Festival.
La nostra esperienza d’eccellenza: «Ingegneria del dialogo»
In questo contesto il Volterra ha presentato la propria sperimentazione, selezionata tra le esperienze d’eccellenza. La classe 4ª SE ha co-progettato «Socrate Mentor», un tutor basato sull’intelligenza artificiale che non fornisce risposte pronte ma guida con le domande, per studiare un canto del Purgatorio di Dante. L’obiettivo: trasformare l’uso passivo dell’IA in una pratica critica e responsabile, allenando il pensiero anziché delegarlo.
Il progetto nasce da un preciso sostrato pedagogico. Il primo passo non è stato tecnologico ma didattico: sono stati gli studenti stessi a individuare le aree più ostiche dello studio di Dante — il lessico antico, la parafrasi, l’analisi del testo, la retorica, l’interpretazione dei diversi livelli di significato — che sono poi diventate i moduli del tutor. Anche il nome custodisce il metodo: Socrate, figlio della levatrice Fenarete, praticava la maieutica, l’arte di far «partorire» il pensiero anziché depositarlo; Mentore, nell’Odissea, è la guida amica dietro cui si cela Atena, la sapienza. Le due cose insieme: le domande di Socrate e l’accompagnamento di Mentore.
Sono stati gli studenti a scrivere le regole del tutor, vero cuore educativo dell’esperienza: non dare mai la soluzione pronta, ma dosare l’aiuto come un’impalcatura (scaffolding); di fronte all’errore non correggere subito, ma rilanciare con una domanda; procedere una domanda alla volta; e spingere lo studente a verificare persino le risposte del tutor. Il percorso è ancorato ai riferimenti della ricerca educativa — la student agency dell’OECD, i principi dell’Universal Design for Learning e le Linee guida ministeriali — e si chiude con una fase di metacognizione, in cui gli studenti riflettono su come hanno pensato. È il rovesciamento del chatbot che dà tutto subito: qui l’intelligenza artificiale allena il pensiero, invece di sostituirlo.

«Ingegneria del dialogo» presentata dal palco del Festival.

Il Liceo «Vito Volterra» sul palco del Festival: la Dirigente Scolastica Emilia D’Aponte e la referente del progetto prof.ssa Francesca Sabatini raccontano la sperimentazione «Ingegneria del dialogo».
Verso la VII edizione: ripensare la valutazione
Il Festival si è chiuso con lo sguardo già rivolto al futuro. Il tema della prossima edizione sarà «Ripensare la valutazione: studenti, insegnanti, scuole»: un invito a interrogarsi non solo su come valutiamo gli studenti e con quali conseguenze, ma anche sul modo di valorizzare il lavoro dei docenti e di far crescere l’intera scuola. Come è stato detto dal palco, «la buona valutazione dice: oggi sei qui; la cattiva valutazione dice: tu sei questo» — perché valutare significa dare valore a ciò che c’è, per rendere possibile ciò che ancora non c’è.
Un tema che parla direttamente al percorso del nostro Istituto e che porteremo nelle nostre aule: continuare a innovare con spirito critico, dentro una rete di scuole che crede nel valore del confronto e mette al centro, sempre, le studentesse e gli studenti.
Il Liceo «Vito Volterra» ha partecipato al Festival nell’ambito della Rete dell’Innovazione Scolastica e del progetto «CRESCITA». Esperienza «Ingegneria del dialogo» a cura della prof.ssa Francesca Sabatini, Animatrice Digitale d’Istituto; Dirigente Scolastica prof.ssa Emilia D’Aponte.
