Liceo Volterra Google for Education Reference School: un punto di partenza, con gli studenti al centro
Giovedì 8 ottobre l’incontro «Liceo Volterra: protagonisti della transizione digitale» ha presentato alla comunità il riconoscimento ottenuto dal liceo, il lavoro sull’intelligenza artificiale e la proposta di una certificazione sull’IA per gli studenti.
Giovedì 8 ottobre il Liceo Scientifico Statale «Vito Volterra» di Ciampino ha festeggiato il riconoscimento di Google for Education Reference School con un incontro aperto a famiglie, studenti e cittadinanza.
Dopo l’introduzione di Maria Rosaria Comune, di #Basco Bazar 2 srl, partner Google, Marco Berardinelli, Responsabile #Google for Education Italia, ha consegnato la targa alla Dirigente Scolastica Emilia D’Aponte, che ha ripercorso le tappe del percorso del liceo. Sono seguiti i saluti istituzionali della Sindaca di Ciampino, Emanuela Colella, e dell’Assessora alla Pubblica Istruzione, Maria Maldini, e gli interventi della dott.ssa Ezia Palmeri, già Dirigente tecnico del MIM, sull’innovazione digitale nella scuola che cambia, e del dott. Andrea Pontarelli, Direttore dell’INVALSI, su dati, valutazione e innovazione digitale. Ha chiuso la sessione applicativa «Il Tutor Socratico in classe», con l’Animatrice Digitale Francesca Sabatini e gli studenti Gianmarco e Davide (4SA) ed Emanuele Nicastro (5SE).
Un percorso iniziato nel 2020
La Dirigente ha ricordato la didattica digitale avviata prima della pandemia, la fibra portata al liceo con il Comune e le famiglie, la formazione tra pari dei docenti, la digitalizzazione dei processi amministrativi e la scelta di dispositivi uguali per tutti. Ha sottolineato che la tecnologia, da sola, non trasforma la scuola: a educare sono le persone e le comunità che scelgono consapevolmente dove andare. Anche l’intelligenza artificiale, ha ricordato, non deve sostituire il pensiero critico né la fatica della rielaborazione personale, e la responsabilità delle decisioni resta umana.
Gli studenti come progettisti
Nella sessione conclusiva la prof.ssa Sabatini ha spiegato che essere Reference School non significa avere degli strumenti, ma averli scelti, valutati e governati, e ha presentato Socrate Mentor: un tutor di intelligenza artificiale che non dà soluzioni ma restituisce domande. Lo hanno progettato gli studenti, individuando i punti in cui si bloccavano, scrivendone le istruzioni e collaudandolo. Nato sulla Divina Commedia, il metodo si sta estendendo alle materie scientifiche, a partire dalla fisica. L’obiettivo è formare non semplici utenti dell’IA, ma agenti critici e consapevoli, capaci di verificare una risposta anche quando è ben scritta.
I tre studenti hanno raccontato il lavoro in prima persona, compreso ciò che non ha funzionato. Il progetto è tra i cinque vincitori nazionali della ricerca-azione imparIAmo e sarà presentato a novembre agli Stati Generali della Scuola Digitale.
Una proposta: una certificazione sull’IA per gli studenti
Dall’incontro è partita anche una proposta di una certificazione sull’intelligenza artificiale da conseguire a scuola, sul modello di quelle informatiche e linguistiche. Accanto alle competenze tecniche, dovrebbe attestare soprattutto l’AI literacy e le competenze di una cittadinanza digitale consapevole, responsabile e attiva. Nasce da una richiesta degli stessi studenti, che chiedono di essere guidati a un uso critico dell’IA perché si rendono conto che un uso passivo porta alla delega cognitiva e a una perdita di competenze. La proposta sarà discussa negli organi collegiali, con l’obiettivo di coinvolgere l’Ufficio Scolastico Regionale e il Ministero.
I prossimi passi
Il riconoscimento è per il liceo un punto di partenza più che un traguardo. La scuola intende diventare un riferimento per l’innovazione sul territorio, aperto alle altre scuole, agli enti e alle famiglie. Il tutor socratico è già la base di un laboratorio dello snodo formativo PNRR per docenti e studenti di altre scuole; la certificazione è il passo successivo, per accompagnare gli studenti dal primo all’ultimo anno nell’imparare a usare l’intelligenza artificiale senza delegarle il pensiero.



